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Cenni sulla storia della Parrocchia Madonna di Rosa e S.Stefano

La Madonna di RosaImmagine della "Madonna di Rosa"

Per parlare della storia della Parrocchia Madonna di Rosa e Santo Stefano si deve inziare senza dubbio dal 2 febbraio 1655, giorno in cui nel portico della casa di Giacomo Giacomuzzi, a Villa di Rosa, la bambina Maria (Mariute) Giacomuzzi afferma di aver visto la Madonna apparire da un affresco, che la raffigurava con in braccio il Bambino Gesù.

Mariute, malata di epilessia e che fino allora assai poco aveva parlato, racconta fluentemente che la Beata Vergine raccomanda di ammonire le genti sulle calamità causate dal peccato della bestemmia, chiedendo di trasferire la propria immagine in altro luogo.

Da quel giorno si diffonde la venerazione per la "Madonna di Rosa" e si succedono gli eventi che porteranno al trasferimento dell'immagine sacra nell'attuale Santuario della Madonna di Rosa e di Gesù Misericordioso, gestito dai frati francescani e che ospita le principali celebrazioni della Parrocchia di Madonna di Rosa e S.Stefano.

In questa sede ci soffermeremo principalmente sui principali fatti storici correlati alla nascita della Parrocchia di Madonna di Rosa e S.Stefano, rimandando alle pagine del sito del Santuario della Madonna di Rosa (link diretto) per un racconto dettagliato della miracolosa apparizione e per altre notizie sulla storia dello stesso santuario. Altra fonte interessante di informazioni sulla storia della Madonna di Rosa è il servizio realizzato nel 2010 da TeleChiara Produzioni, disponibile su YouTube.com (link diretto).

Villa di Rosa e la Parrocchia di Rosa

Partiamo dunque dal 1655. Villa di Rosa era allora uno dei piccoli villaggi ("ville" appunto), con propria chiesa e curato, che faceva riferimento al pievano della chiesa matrice di Santa Maria di Pieve di Rosa, ancora oggi esistente nell'omonima località nel nel comune di Camino al Tagliamento (link al sito parrocchiale). Villa di Rosa sorgeva proprio lungo le sponde del fiume Tagliamento, che in questo tratto non aveva un corso ben definito ma era suddiviso in grossi rami, di mutevole posizione.

La Villa di Rosa, che era già stata distrutta sicuramente nel 1648, subirà infatti nuove alluvioni disastrose nel 1698, nel 1770 e nel 1851. Dopo ogni distruzione gli abitanti della Villa si preoccuperanno di ricostruire innanzitutto la propria chiesa, simbolo di fede e di unità. La ricostruzione veniva eseguita in luoghi ritenuti di volta in volta più sicuri, portando così a un lento migrare fra le golene del fiume, sino al definitivo spostamento dalla sua sponda sinistra a quella destra.

Il 19 dicembre 1870 viene aperta al culto l'ultima chiesa della Villa di Rosa, ricostruita molto più a occidente dopo la distruzione del 1851, al fine di allontarsi in modo effettivamente sicuro dal letto del fiume, in spostamento verso oriente. La chiesa è dedicata a Santo Stefano, copatrono della comunità unitamente a San Luca Evangelista, ed è tuttora esistente. Vi si trovano opere ed arredi che i superstiti delle diverse alluvioni hanno di volta in volta potuto recuperare dalle precedenti chiese distrutte. In particolare vi sono sculture di Antonio Pilacorte (1455c. - 1531c.) provenienti dalla chiesetta campestre di San Giovanni della Passarizza, che al tempo era soggetta al curato di Villa di Rosa. Tali opere testimioniano la devozione che questa comunità ha sempre avuto per la "propria" Madonna: se ne trovano infatti riferimenti sia nella pala d'altare del 1700 sia nelle predette sculture del Pilacorte.

Il 2 ottobre 1923 Villa di Rosa (ora solo "Rosa") viene eretta in vicaria curata (smembrata da San Vito al Tagliamento) con decreto del vescovo Luigi Paulini mentre il 13 maggio 1953 la chiesa di Santo Stefano diveniva il fulcro della nuova Parrocchia di Rosa, definita con decreto del vescovo De Zanche. La Parrocchia di Rosa comprendeva le località Anime, Dogna e Rosa Vecchia, lungo la sponda destra del Tagliamento. La zona adiacente il Santuario della Madonna di Rosa, posto a circa 2 chilometri più a occidente di Rosa, restava soggetta alla parrocchia di San Vito al Tagliamento.

La Parrocchia Madonna di Rosa

Domenica 5 ottobre 1975 il vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Abramo Freschi, annunciò la formazione di una ulteriore parrocchia nel territorio di San Vito al Taglimento: la “Parrocchia Madonna di Rosa”, comprendente la borgata adiacente il Santuario (denominata appunto "Madonna di Rosa") e le località di Casabianca, Comunale e Capraio (smembrate da San Vito), lungo il confine nord-orientale del comune. Era un avvenimento atteso con gioia da tante persone, che da tempo nutrivano il desiderio di formare una comunità parrocchiale autonoma attorno al santuario. Già il 22 febbraio 1922, infatti, il sindaco di San Vito al Tagliamento chiedeva alla giunta, che poi approvava, di porre all’ordine del giorno della seduta straordinaria del Consiglio Comunale anche la proposta di far erigere a parrocchia il Santuario di Madonna di Rosa, comprendendovi alcune frazioni e località limitrofe.

La nuova parrocchia nasce con la piena collaborazione dei frati francescani custodi del Santuario, da sempre impegnati nella cura spirituale e nel lavoro di promozione umana e cristiana della popolazione locale e dei pellegrini. Diverse erano state le iniziative ricreative, culturali, sportive, musicali, sviluppate intorno al santuario sotto la guida dei frati. Ora incominciava una nuova attività parallela e correlata: la pastorale parrocchiale, per formare una comunità di persone e di famiglie, pronte a vivere i valori del Vangelo e sensibili ai problemi della società attuale. La disponibilità dei frati francescani permette alla nuova parrocchia di istituire la propria sede nelle pertinenze del Santuario.

La fusione - nasce la Parrocchia di Madonna di Rosa e S.Stefano

Il 21 luglio 1986 la Parrocchia di Madonna di Rosa e la Parrocchia di Rosa vengono fuse e la nuova realtà assume l'attuale denominazione di "Parrocchia Madonna di Rosa e S.Stefano". Il parroco mantiene tuttoggi la propria residenza nei locali adiacenti il maestoso Santuario, gestito dalla comunità francescana.

La parrocchia celebra in Santuario le Sante Messe festive delle ore 10.00 e le celebrazioni liturgiche principali, sempre in collaborazione con i frati francescani. La piccola chiesa di Santo Stefano a Rosa è invece gestita direttamente dalla Parrocchia e mantiene la propria funzione religiosa. Vi vengono celebrate una Santa Messa nei giorni festivi ed una nei giorni feriali.

Rimandiamo alle apposite pagine del nostro sito per ulteriori dettagli sugli orari delle liturgie (link) e sulle chiese (link). Per visualizzare il territorio servito dalla Parrocchia rimandiamo invece alla pagina "Dove siamo" (link).

I PARROCI

Il primo parroco della Parrocchia di Madonna di Rosa è il giovane padre Adriano Campesato, che ne mantiene la guida fino alla fusione con la Parrocchia di Rosa avvenuta nel 1986. Gli succede, dal 1986 al 2000, padre Leonardo Gobbo, che aveva da poco sostituito Padre Urbano Franchin nella gestione della Parrocchia di Rosa e che assieme a Padre Adriano ha gestito la fusione fra le due realtà. Dal 2000 la parrocchia è stata retta da Padre Silvio Pranovi a cui è succeduto, a settembre 2013, l'attuale parroco Padre Leone Tagliaferro.

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Fonti esterne utilizzate:

  • Ricordi di storia sanvitese, di Ultimo Beniamino Zanin, Grafiche Editoriali Artistiche Pordenonesi
  • Santuario Madonna di Rosa e Gesù Misericordioso, di Luigi Prodomi, Edizioni Villadiseriane
  • La Rosa Erosa - studi su una comunità fra le acque, di P.G. Sclippa e altri, Ellerani Editore